Il mio bagno è egocentrico

Si il bagno qui a roma è egocentrico.
Questo è il 4° anno che trascorriamo in questa casa e ogni anno in autunno il bagno ci ricorda della sua esistenza. Ogni tanto anche nelle altre stagioni, ma l'autunno gli piace proprio, forse lo fa perchè si è sentito solo per tutto agosto.

Il suo egocentrismo è iniziato subito, dopo un paio di giorni che mi ero trasferita in questa casa arriva la lavatrice (Bice) sua complice. C'era anche la mia mamma, due donne maniache della pulizia (ultimamente sto diventando la maggior azionista della napisan LOL) nonchè amanti di tutte gli elettrodomestici per la casa decidono di provare la lavatrice nuova fiammante con tutti quei pulsantini che fanno bip bip e che a inizio e fne lavaggio fa delle musichine adorabile. Il lavaggio prova inizia! Sembra andare tutto ok, perciò ce ne andiamo in cucina a fare le brave massaie. ci riaffacciamo dopo un paio di minuti che era in fase di scarico e sorpresaaaaaaaaaa? la lavatrice che non ha un attacco dove scaricare scarica direttamente nella vasca da bagno e che nel fare il lavaggio si era fatta un viaggiatto che aveva spostato il tubo di scrico fuori dalla vasca, ha scaricato l'acqua del lavaggio direttamente per terra e quindi bagno corridoio e camera dell'altra coinquilina tutto pieno d'acqua.

Questo bel servizietto qua ce l'ha rifatto ongi anno al cambio della coinquilina della stanza affianco, così per accoglierla meglio...

Ma martedì, martedì si è superato.

Hanno fatto comunella lavatrice, vasca e bidet.
Lunedì abbiamo fatto la lavtrice dei tappeti, che ha cacciato un sacco di peli dei tappeti, le frangie ce le sta facendo scomparire pian pianino.
Martedì Angy si fa il bagnetto (ogni tanto un pò di relax ce vuole), toglie il tappo e se ne va in camera a prepararsi che doveva uscire, dopo un'oretta Luli, che dovete sapere è la donna più pacata e allo stesso tempo ilare che conosco, mi chiama, ovviamente tutta allegra, dicendomi di raggiungerla in bagno. il tempo di raggiungere il corridoio e già vedevo il lago d'acqua che avanzava allegramente verso la cucina.

Perfetto! Mi trasformo in mondina e con pantaloni tirati a metà polpaccio, scalza e munita di stracci rappresento l'emblema della donna con wc allagato. Mentre asciughiamo l'acqua dubbi ci assalgono:
- perchè la vasca è ancora piena a metà (siamo ottimiste anche in questi casi)?
- perchè si è allagato di più sotto la finestra se normalmente si allaga vicino alla porta?
- perchè si è allagato se Bice non fa un lavaggio dal giorno prima?

L'idea geniale (ma quando mai) si è bucata la vasca e perde da sotto. Noi asciugavamo, ma nonostante asciugassimo l'acqua continuava a scendere, l'illuminazione arriva quando tolta la maggior parte dell'acqua ci avviciniamo al bidet e vediamo che è lui che perde acqua. E' lui e non Bice, povera povera Bice, sempre a lei diamo la colpa, infatti io le avevo chiuso subito l'acqua. Ma anche chiudendo i rubinettini che sno dietro il bidet, che si sappia dovevo fa l'idraulico.

Si decide di chiamare un'uomo, mio padre è al lavoro e ci sarebbe voluta una mezz'ora, si decide di chiamare Antonio il nostro portiere. Ora tra le due mondine di cui sopra non si sapeva chi dovesse scendere e proprio in quell'attimo suona il campanello ed entra Madda la nostra coinquilina (quella della stanza affianco al wc, immaginate che felicità, quando mi ha visto in quelle condizioni, ha subito accusato Bice) che viene rispedita al piano di sotto per chiamare il portiere.

Il nostro portiere, uomo dalle 1000 risorse sale, osserva e sentenzia: "qui la vasca e il bidet hanno lo scarico in comune che si deve essere tappato e mo scarica da sotto il bidet che è l'unico punto in cui trova sfogo. apettate qua che mo torno".
Ed infatti dopo qualche minuto sale con una pistolona che si carica a pressione la punta nello scarico della vasca e BOOOOM! una botta che ci siamo pure spaventate, si è divelto l'aggeggio che serve per chiudere il tappo della vasca e da lì è uscita tanta di quella roba ma tanta di quella roba schifosa che è inutile che ne parliamo, parliamo del fatto che è esplosa per tutto il bagno colpendo tutto e tutti...
Dopo vari spari per tutti gli scarichi di bidet, vasca e lavandino, la situazione torna alla normalità.
Antonio va via più sporco che mai con la promessa che sarebbe tornato il giorno dopo a smontare il lavello che negli ultimi mesi si era pappato 2 euro e un orecchino della Luli.

Per quest'anno pare abbia dato. Speriamo che d'estate non si rompa la lavastoglie (Mimma) che pure lei ha manie di protagonismo...
Artemision || 15:17 || giovedì, 16 novembre 2006
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Ancora un pò di autostima...

...e anche un pò di pubblicità, ma nn per me.






Artemision || 11:30 || lunedì, 13 novembre 2006
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Sul treno tornando a casa

Nella categoria : aquino, visoni di una folle - Permalink

Ero in viaggio che guardo le montagne e le campagne laziali, aspettando di incontrarne qualcuna conosciuta, dato che era una bellissima giornata con un sole splendente e molto caldo.

Poi però mi stanco di guardarle e guardo la strada che passa sotto il ponticello che stiamo attraversando, mi pare familiare, ma non la riconosco, allora la guardo addentrarsi nel paese. All'inizio del paese ci sono delle casette basse, l'una in fila all'altra, che seguono le strade della prima parte del paese.Su queste casette svetta una cisterna dell'acqua...la osservo si mi è familiare, ma chissà quante volte l'avrò vista tornando a isernia. Magari non ci avevo mai fatto caso però mi è rimasta impressa.

Il treno continua la sua strada, molto lentamente, pare stia quasi per fermarsi, ed è nell'attimo in cui cambia la prospettiva che la vedo, la riconosco subito.

E' passata un anno esatto dall'ultima volta che l'ho vista. Ma il campanile è sempre lì.

Ho riso, ho pianto e poi ho riso e pianto nello stesso momento. Volevo fermare il treno e scendere. Scendere per poterla rivedere, riaccarezzare le pietre del porticato e guardare la scalinata dal porticato (che vi credete mica salivo facendomi quell'infinità di scalini, no. no. no io da grancomodona che sono sono sempre arrivata da un vicoletto laterale). Scendere dal treno per poter spingere la porticina laterale e trovarmi completamente al buio nella navata secondaria e poi man mano che gli occhi si fossero abituati al buio, vedere tutti i particolari che abbiamo studiato e odiato, ma che ora al solo accarezzarli so che mi innamorerei, come ho già fatto la prima volta.

Ma fermare il treno per andarla a trovare e magari sedermi, con un frutto lavato nel ruscelletto lì accanto, sul muretto dove aspettavo che arrivassero le ragazze e dove abbiamo mangiato e riposato insieme non sarebbe la stessa cosa.

Mancherebbero loro.

Mancherebbe lo spirito con cui andavamo lì

No. Non sarebbe la stessa cosa. Perciò al momento mi accontento che resti un'amore a distanza quello tra me e "la Libera".

Nel frattempo che scrivotutto questo sulla mia moleskine il treno è arrivato a Venafro quindi in suolo natio. Perciò torno a guardarmi le mie montagne ancora per poco dato che la prossima fermata è la mia e si scende.

Il lettore Mp3 suonava: No surprise dei Radiohead.

 

Artemision || 11:27 || mercoledì, 01 novembre 2006
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